Campari dice addio alle bibite gasate
Continuano le azioni strategiche di Campari volte a razionalizzare il portafoglio prodotti per posizionarsi sulla fascia alta di mercato degli spirits.
Il gruppo italiano ha ceduto per 80 milioni di euro il celebre marchio Lemonsoda al colosso danese Royal Unibrew (noto in Italia per la birra Ceres). Insieme a Lemonsoda, il gruppo si porta a casa anche Oransoda, Pelmosoda e Mojito Soda, raggruppate sotto il brand Freedea, e i marchi Crodo (a esclusione di Crodino). Ai danesi vanno anche l’intero sito produttivo e di imbottigliamento, la sorgente d’acqua e il magazzino situati nel comune piemontese della provincia del Verbano Cusio Ossola.
Nei mesi scorsi Campari aveva fatto pulizia di altri marchi come Sella&Mosca (la più grande tenuta vinicola d’Europa), Lapostolle, Sancerre, Carolans e Irish Mist, oltre ad alcune attività immobiliari, incassando circa 228 milioni di euro.
In compenso nel 2016 aveva acquistato Grand Marnier che finora gli ha fruttato 58 milioni di ricavi e 15 milioni di marginalità aggiuntiva.
Al momento la priorità è su brand globali (Aperol e Campari) e alcuni locali molto forti come Averna, Braulio e Cynar. Il closing dell’operazione è previsto entro la fine del 2017.






