Il consumo mondiale di pasta cresce a ritmi vertiginosi
Sarà Mosca la sede del World Pasta Day 2016, in programma il 25 ottobre prossimo. Un appuntamento molto atteso che consacra da 18 anni il primato di un alimento ormai apprezzato in tutto il mondo.
Dal 1998 (prima edizione), il consumo di pasta a livello mondiale è infatti cresciuto del 57% passando passando da 9,1 a 14,3 milioni di tonnellate. Sono 48 (+77%) i Paesi a produrne in quantità accettabili (oltre mille tonnellate) e sono 52 (erano 30 18 anni fa) quelli che ne consumano almeno 1 kg pro capite all'anno.
L'Italia si conferma paese leader per la produzione con 3,2 milioni di tonnellate (precediamo Usa, Turchia, Brasile e Russia) e con 24 kg pro capite nel 2015, davanti a Tunisia (16 kg pro capite), Venezuela (12 kg) e Grecia (11,2 kg). Seguono poi Svizzera (9,2), USA e Argentina (8,8 kg), Iran e Cile (8,5 kg). La Russia, con 7,8 kg pro capite, si attesta al decimo posto.
Nel 2015 ne sono state consumate 1.106.000 tonnellate con una forte preferenza per quella di grano duro (79% sul 94% dei consumatori di pasta). Nel 2015 l'Italia ha esportato 1,8 milioni di tonnellate di pasta, il 56% della produzione. La Germania è il principale mercato di riferimento con oltre 360mila tonnellate, un trend in crescita anche nel primo semestre 2016 (+2,3%). Seguono Regno Unito (257mila tonnellate) e Francia (239mila tonnellate).
Oltreoceano i mercati più dinamici sono gli Stati Uniti (149 mila tonnellate con un'incidenza di 8,2% sul totale) seguiti dal Giappone (66 mila tonnellate e un peso del 3,6% sul totale). Nei primi sette mesi del 2016, i mercati con trend di crescita più elevati sono stati Corea del Sud (+20,6%) e Cina (+16,4%), mentre si è registrato un vero e proprio boom negli Emirati Arabi Uniti (+67%). Nelle Americhe l'exploit della Colombia (+22%) e le conferme di USA (+7,3%) e Canada (+6,7%).





