Iran stenta a ripartire
Per la prima volta dal 1979, l'Iran ha chiuso l'anno fiscale 2015-2016, con una bilancia commerciale in attivo (petrolio escluso) con esportazioni per 42,4 miliardi di dollari e importazioni per 41,5 miliardi.
Tuttavia, a una attenta lettura, i 900 milioni di attivo sono in realtà il prodotto di un duplice calo: -22,5% delle importazioni e -16,1% delle esportazioni.
I risultati sono preoccupanti soprattutto in funzione dell'import il cui calo è da addebitare a materie prime e meccanica più che a generi di lusso o di consumo. Per quanto riguarda questi ultimi, il calo delle importazioni ha offerto largo spazio al contrabbando.
Secondo i dati forniti dalla task force anti-contrabbando iraniana, nell'anno fiscale 2013-2014 sono entrati illegalmente in Iran beni per 25 miliardi di dollari, con enormi perdite per le casse dello Stato.
A far la parte del leone sono le sigarette (quasi 4 miliardi il valore delle importazioni illegali), i telefoni cellulari (2 miliardi; pare che l'85% dei cellulari attivi in Iran sia arrivato nel Paese col contrabbando), i cosmetici (1 miliardo, l'Iran è il settimo Paese al mondo per consumo di cosmetici), gli alcolici e le droghe (3 miliardi).
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