La frutta perde peso nei mercati extra-Ue
Nell'ultimo decennio l'Italia, pur mantenendosi competitiva in Europa, ha perso quote di mercato nel panorama mondiale, scendendo dal 5,1 al 3,6% nel segmento ortofrutta fresca e dal 7,7 al 6,5% con i prodotti trasformati.
Gli spazi lasciati sono stati occupati da grandi player come Stati Uniti e Cina e altri competitor emergenti (Perù, Iran e Georgia).
È quanto emerge dal 2° Rapporto Nomisma-Unaproa sulla competitività del settore ortofrutticolo secondo cui il Belpaese potrà continuare a competere solo facendo leva su una migliore organizzazione, nuove forme di credito e strumenti come la gestione del rischio.
Il valore dell'export nazionale resta comunque in crescita e nel 2015 tra prodotti freschi e trasformati si è attestato a circa 8 miliardi (+8% rispetto al 2014 e + 60% negli ultimi dieci anni), risultato che colloca il settore al primo posto dell'export agroalimentare made in Italy.
Tra i Paesi che offrono maggiori opportunità, la Cina, che, pur restando un concorrente agguerrito, l'anno scorso ha importato 8,6 miliardi di dollari di ortofrutta fresca, il 631% in più rispetto a dieci anni prima.





