L’Iran post sanzioni per il mercato Food & Beverage
Lo scenario del food & beverage nell'Iran post sanzioni, si prospetta positivo grazie alle nuove opportunità che faciliteranno partnership con attori locali, la nascita di nuove basi in loco e un significativo incremento delle esportazioni.
Nell'ambito delle vendite al dettaglio dei prodotti alimentari confezionati, l'Iran, anche sotto sanzioni, nel 2015 ha registrato il valore più alto delle vendite nel Medio Oriente (30.36 miliardi di dollari ) con una crescita del 23% rispetto all'anno precedente (fonte Euromonitor International). Per il periodo 2015-2020, inoltre, è previsto un CAGR in aumento del 33%.
Le categorie latticini, prodotti da forno, dolciumi, oli e grassi sono attualmente guidate dai produttori locali mentre gli alimenti per l'infanzia sono controllati da multinazionali che hanno spostato la produzione in Iran come Nestlé Iran PJS Co.
Nel corso dei prossimi cinque anni si prevedono ampie possibilità nel business dei cereali da colazione.
L'Iran è anche il secondo mercato per vendite al dettaglio di bevande analcoliche in Medio Oriente (prima Arabia Saudita), con un fatturato 2015 pari a 2,8 miliardi di dollari. Nel periodo 2015-2020 il valore delle vendite è previsto in crescita con un CAGR del 32%. (Egitto al 16% ed Emirati Arabi Uniti 8%).
Ampio potenziale nelle categorie dei succhi di frutta, controllati per lo più da player locali, dove ci si attende il valore CAGR più elevato nel periodo di previsione (+12%) e dell'acqua di qualità in bottiglia, soprattutto in piccole confezioni.
Di fondamentale importanza la rete di distribuzione, attualmente formata da piccoli negozi tradizionali (90% delle vendite), che sarà presto ristrutturata utilizzando canali più moderni come centri commerciali e ipermercati.





