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Macchine utensili: raffronto Italia/Germania

Nel mercato globale delle macchine utensili (+7,3% nel 2015 pari a 71,5 miliardi), in termini di quantità la Germania si piazza al terzo posto (dopo Cina e Giappone), superando l'Italia che si aggiudica il quarto posto (rispettivamente 11,2 miliardi di euro di produzione 2015 contro 4,7 miliardi).

Il gap tra Roma e Berlino si restringe però nel segmento delle macchine a deformazione (2,9 miliardi la produzione tedesca, 2,4 miliardi quella italiana) per annullarsi nelle tecnologie non convenzionali (293mila euro di fatturato per addetto in Italia, contro i 244mila euro in Germania a fronte di pari redditività (91mila euro), fino ad attestare la netta superiorità del made in Italy nelcampo delle tecnologie complesse.

È quanto è emerso dallo studio di Ucimu-Sistemi per produrre e PwC presentato l'11 maggio scorso a Bologna.

Proseguendo il confronto tra i due Paesi, i tedeschi hanno la meglio sugli investimenti (4% di capex su fatturato medio in Germania contro il 2% in Italia) e per solidità finanziaria (con un Pfn/Ebitda che è un decimo del nostro: 0,6 contro 6,2).