Italiano

Peroni tocca il suo record sul fatturato

In attesa della definizione dell'accordo di fusione tra SabMiller (UK) e Anheuser-Busch InBev (Belgio), birra Peroni (che dovrà poi passare ad Asahi), al 31 marzo 2016 ha chiuso il bilancio con il fatturato più alto della sua storia.

Le vendite hanno generato ricavi per  360 milioni di euro (+3,5%), il risultato operativo è stato pari a 49,8 milioni (+99%) e l'utile netto ha toccato i 21,5 milioni (+160%), performance che hanno fruttato a Peroni una crescita della quota di mercato dello 0,4% al 20% (Heneiken Group ha perso lo 0,6% al 31%; InBev ha guadagnato lo 0,1% all'8,3% e Carlsberg ha guadagnato mezzo punto al 6,8%).

La società, con stabilimenti a Roma, Padova e Bari, più una malteria (Saplo), produce 5 milioni di ettolitri di birra (1 milione destinato all'export), con un organico di 730 addetti.

Nei conti 2015/16 di Peroni si registrano inoltre investimenti per 14,6 milioni di euro e tagli al costo del personale per 1,4 milioni di euro.

Secondo i dati Iri, nel quadro dei consumi nella grande distribuzione, nel periodo agosto 2015 -2016 le vendite di birre sono cresciute a valore del 2,6% a 1,18 miliardi e a volume dell'1,7% (birre chiare sopra i 6 gradi a +11%, trappiste  a +29% e bianche a +6,7%).

I tre big - Heineken, Peroni e InBev - si sono ritagliate una quota di mercato, a valore, di oltre il 66%.